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Comunicati Stampa > 2010
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Gentili direttori Antonio Padellaro e Peter Gomez, Abbiamo letto l’editoriale a firma di Andrea Pomella dal titolo “Grand Hotel Tevere”.Riteniamo che le affermazioni fatte dall’autore siano altamente lesive dell’immagine degli abitanti dell’Idroscalo, oltre ad essere false. E’ falso che gli abitanti dell’Idroscalo vivano “compressi tra enormi pozzanghere di pioggia”. Gli allagamenti (che ci sono solo nelle giornate di forte pioggia) sono dovuti alle acque meteoriche per la mancata manutenzione delle caditoie e dei tombini stradali in manutenzione al Comune di Roma, che più volte ha promesso gli interventi e non li ha mai eseguiti. Ricordiamo, per chi Roma la conosce veramente, che tutta la Capitale si allaga a causa dei problemi dello smaltimento delle acqua chiare e dunque non solo l’Idroscalo di Ostia.E’ falso che gli abitanti dell’Idroscalo vivano tra cumuli di rifiuti ammassati in vicoli tetri di baracche. L’Idroscalo di Ostia è più pulito di molti quartieri “c.d. bene” di Roma. Per altro è altamente lesiva della dignità degli abitanti dell’Idroscalo la definizione delle abitazioni nei termini di “baracche”, così come le espressioni “squallore, miseria, luce d’apocalisse”, che testimoniano la volontà di denigrare e offendere un’intera comunità. Così come è altamente lesiva l’espressione “creature umane”: gli abitanti dell’Idroscalo non sono animali da circo o una specie in estinzione.Avendo letto anche i commenti che sono stati fatti sul vostro sito, ci sentiamo di concordare pienamente con chi ha scritto che se “l’autore del pezzo conoscesse la realtà dell’Idroscalo non avrebbe recensito in questo modo le “illustrazioni” in questione, realizzate in postproduzione al solo scopo di tentare un sensazionalismo” sulla nostra pelle, quella di una Comunità che dal 23 Febbraio 2010 combatte una battaglia di trasparenza amministrativa, di legalità e di partecipazione che non ha eguali sul territorio di Roma, contro un’amministrazione comunale che ha commesso gravissime irregolarità e di cui nessuno parla. Evidentemente, siamo costretti anche a combattere contro l’ignoranza di coloro che parlano dell’Idroscalo di Ostia (compreso giornalisti che dovrebbero fare informazione e non disinformazione), senza averci mai messo piede o con il solo scopo di fare speculazione mediatica su un luogo comune “datato” , mentre nasconde la vera fotografia della nostra realtà. Siamo molto stanchi di queste bieche strumentalizzazioni, spacciate per editoriali dicultura ed informazione.Come già accaduto nel caso dell’articolo de Il Tempo chiediamo la pubblicazione integrale della presente sul quotidiano elettronico in quanto l’articolo pubblicato viola i seguenti artt. Della Carta dei Diritti della Comunicazione (art. 1, art. 7, art. 8, art. 11, art. 13).
In caso contrario valuteremo le azioni legali da intraprendere.
Distinti saluti
Franca Vannini
Portavoce
Comunità Foce del Tevere
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Segue la replica di Andrea Pomella, autore del post
Gentile Franca Vannini,Le rispondo in merito alla sua lettera di protesta inviata a seguito della pubblicazione del post dal titolo Grand Hotel Tevere di cui sono autore.Le assicuro che non era mia intenzione denigrare né tantomeno offendere la comunità di cui lei è portavoce. Se traspariva questo nel mio post è evidentemente colpa mia, che non ho saputo usare le giuste parole per chiarire al meglio il proposito che animava il mio intervento. Le mie parole andavano intese come commento agli scatti del fotografo e alle qualità artistiche e di denuncia che secondo me possiedono quelle immagini. Se c’era un secondo fine questo era semmai richiamare l’amministrazione comunale a prestare maggiore attenzione ai problemi della comunità dell’Idroscalo.Sono sinceramente dispiaciuto di aver ferito la vostra sensibilità, avendo a cuore i problemi di questa città e dei suoi abitanti, dei quali faccio parte.Pertanto, pur ribadendo la mia assoluta buona fede, non posso che chiedere scusa a Lei e alle persone che rappresenta e a chiunque si sia sentito offeso dal mio post.
Un cordiale saluto,
Andrea Pomella
L'articolo, con i relativi commenti, lo potete trovare qui
http://www.ilfattoquotidiano.it/