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Comunicati Stampa > 2010
Articolo uscito il 5 Settembre 2010, sul quotidiano cartaceo ed elettronico de Il Tempo:
http://www.iltempo.it/roma/2010/09/05/1196853-case_abusive_rischio_alluvione.shtml?refresh_ce
La nostra replica:
Alla c.a. del Direttore de Il Tempo, Mario Sechic.c. Massimiliano Vitelli
Idroscalo di Ostia (Roma), 5 Settembre 2010 In riferimento all'articolo pubblicato su Il Tempo il 5 settembre 2010, a firma di Massimiliano Vitelli, dal titolo "Case abusive a rischio alluvione", occhiello "Idroscalo: la foce del Tevere va liberata dalle catapecchie". Nessuno interviene" (pag. 48), il CdQ Comunità Foce del Tevere precisa quanto segue:
L'articolo contiene notizie false, oltre ad essere lesivo dell'immagine degli abitanti dell'Idroscalo. In particolare:
E' un falso che "dopo le demolizioni i residenti ricostruiscono le baracche e tutto torna come prima". L'area interessata dalla demolizione, sul quale pende un ricorso al TAR e una sospensiva dell'ordinanza, è stata recintata con new -jersey e cancello. Nell'area non è stato ricostruito nulla, come hanno potuto constatare non solo le centinaia di persone che hanno partecipato Sabato, 4 settembre, alla festa dell'Idroscalo, ma anche la troupe di Canale 10 (che ha fatto le riprese), nonché i consiglieri PDL del XIII Municipio Stefano Salvemme e Carmine Stornaiulo e UDC Angelo Paletta, intervenuti alla festa.
E' falsa la frase "Duecento metri e muro coperto da filo spinato". Non esiste alcun muro di 200m coperto da filo spinato.
E' falso che "alle prime piogge dopo l'estate tutto si allaga". Gli allagamenti dovuti alle acque meteoriche sono sempre stati dovuti solo alla mancata manutenzione delle caditoie e dei tombini stradali in manutenzione al Comune di Roma, che più volte ha promesso gli interventi e non li ha mai eseguiti.
E' falso che se il "Tevere straripa (all'Idroscalo), Ostia è salva". La zona contrassegnata a rischio idrogeologico (R4) da parte dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere è dovuta alla mancanza di un argine a difesa della sponda sinistra del Tevere previsto già dal programma di riqualificazione urbana Nuova Ostia (Art. 2), mai realizzato negli ultimi 10 anni. Inoltre, nella stessa zona (a rischio R4) è stata autorizzata la costruzione del Porto Turistico di Roma senza predisporre alcuna difesa.
E' falso che all'Idroscalo "vivono un centinaio di persona". La popolazione si attesta oltre le 500 persone, come noto anche dal Comune di Roma che recentemente ha predisposto un apposito censimento.
E' falsa l'affermazione "quando il vento tornerà a soffiare dal mare saranno di nuovo guai". Premessa la confusione tra rischio idrogeologico, dovuto al fiume, e il rischio di mareggiate, quest'ultimo dovuto ai venti dominanti dal quadrante ovest (libeccio e maestrale), si precisa che la Regione Lazio è in fase di aggiudicazione del bando di gara relativo alla 'scogliera a mare' e che da parte del Comune di Roma deve essere realizzata una difesa spondale con palancole tipo Larrsen (come riportato nell'ordinanza sindacale del 17 febbraio 2010). Pertanto solo per inadempienza da parte delle istituzioni preposte potranno verificarsi eventi naturali catastrofici.
E' falso che "solo poche abitazioni sono regolari, ma quasi tutte anche le abusive, hanno gli allacci delle utenze in regola".
Premesso che: il rilascio delle utenze è vincolato all'esistenza o meno di un procedimento da parte dell'amministrazione in cui viene notificato al proprietario o all'occupante dell'abitazione la violazione commessa;
la regolarità deve essere accertata dalla Capitaneria di Porto cui compete il controllo dell'area demaniale marittima in oggetto;
il Comune di Roma è intervenuto sull'area adducendo non problemi di abusivismo, ma di protezione civile;
il giornalista non ha alcun documento comprovante l'affermazione riportata.
E' falso l'affermazione che "ogni anno i residenti ricevono una multa di 2.000 euro e un avviso di sgombero". Premesso quanto già scritto al punto 7, il Demanio dal 2005 non emette più sanzioni, né risultano ordinanze di sgombero comunicate ai residenti secondo quanto previsto dalla L. 241.
E' falsa la frase "L'unica novità sembra essere stata l'arrivo degli zingari e degli immigrati". Dopo le demolizione del 23 Febbraio scorso non ci sono stati né arrivi di zingari, né di immigrati, se per questi ultimi si intende gli extracomunitari.
E' falso che "la maggior parte delle costruzioni ha i tetti in amianto, interni pericolanti, muffa e crepe sui muri". Premesso che:
a) il giornalista non è mai entrato all'interno delle abitazioni dell'Idroscalo esistenti per sostenere simili affermazioni
b) non esiste alcun documento tecnico ufficiale che abbia valutato lo stato delle abitazioni dell'Idroscalo;
c) le condizioni interne delle abitazioni dell'Idroscalo sono questioni private e non pubbliche;
si precisa che anche durante le demolizioni del 23 febbraio 2010 gravi irregolarità sono state commesse da parte del Comune di Roma nello smaltimento delle macerie creando così in quella situazione un danno ambientale di cui però l'articolo non fa cenno. Infine, si precisa che le due strade acquisite a pubblico patrimonio (Via dell'Idroscalo e P.zza dei Piroscafi) sono tenute in pessime condizioni dall'amministrazione capitolina, che non provvede all'asfaltatura, alla pulizia e alla disposizione della segnaletica necessaria.
E' falso che "i bimbi dormono, studiano, giocano e si ammalano. Molti soffrono di problemi respiratori, i certificati medici lo attestano". Premesso che:
a) il giornalista non è in possesso di documentazione comprovante tale affermazioni;
b) se ne avesse avuto accesso avrebbe violato la privacy;
c) non esiste alcun documento dell'ASL o del Servizio di Assistenza Sociale del XIII Municipio che attesti simili affermazioni;
d) l'aria che si respira all'Idroscalo di Ostia è priva di 'particolato', di cui invece è piena l'aria di Roma e di cui soffrono i bambini di molte zone della città, e che non ci sono altre cause che possono provocare malattie
respiratorie essendo l'area dell'Idroscalo soggetta ad ottima ventilazione e salubre.
E' altamente lesiva della dignità dei genitori dei bambini dell'Idroscalo di Ostia l'affermazione che "i bambini non giocano con il Lego, aiutano mamma e papà con calce e cemento a chiudere buche e crepe nei muri di casa" e non merita alcun ulteriore commento se non nella gravità e gratuità delle parole riportate nell'articolo.
E' altamente lesiva della dignità degli abitanti dell'Idroscalo la definizione delle abitazioni nei termini di "baracche", "catapecchie" e zona "oltre confine" che testimonia la volontà di denigrare e offendere un'intera comunità.
Infine, è ravvisabile la malafede in quanto la redazione de Il Tempo e anche il giornalista Massimiliano Vitelli sono stati invitati a partecipare alla festa con mostra fotografico-letteraria, che si è tenuta sabato, 4 settembre, e organizzata da il CdQ Comunità della Foce del Tevere dell'Idroscalo e da il CdQ Fiumara Grande, con lo scopo, per le due realtà delle sponde del Tevere, proprio per far conoscere a tutti queste realtà fluviali sotto un'ottica diversa da quella a cui i mezzi d'informazione fanno ricorso, quasi sempre, per descriverle. Un evento che ha avuto un grande successo di pubblico e al quale la vostra testata non ha partecipato. Si richiede pertanto la pubblicazione integrale della presente sul quotidiano cartaceo ed elettronico in quanto l'articolo pubblicato viola i seguenti artt. Della Carta dei Diritti della Comunicazione (art. 1, art. 7, art. 8, art. 11, art. 13). In caso contrario valuteremo le azioni legali da intraprendere.